La sezione di Schio
Le Prealpi e le Alpi Vicentine fanno da scenario alle prime escursioni e gite sciistiche, alle gare sociali e alle competizioni ufficiali: dalla Val Leogra e dal Monte Novegno, nelle immediate vicinanze di Schio, fino a Campogrosso e all’Altopiano di Asiago, dove già dagli anni Dieci del Novecento si disputavano gare di fondo e di salto con gli sci.
Dalle esperienze pionieristiche dei primi sciatori – spesso legate all’ambito militare e alla familiarità con l’ambiente montano maturata durante la Grande Guerra – la pratica dello sci si estese progressivamente a una platea più ampia. Negli anni Venti fu particolarmente attiva l’Unione Operai Escursionisti Italiani (UOEI), nata nel 1922 a latere della sezione CAI e composta in prevalenza da giovani di estrazione popolare. Nel 1926, a seguito dell’assorbimento nell’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), l’associazione si trasformò in Società Alpina Val Leogra (SAVL) e al suo interno prese forma uno Sci Club. Dal 1932 la SAVL confluì nella sezione CAI di Schio, che conserva tuttora i primi album fotografici: le immagini restituiscono volti, attrezzature, gare, esperienze collettive e momenti di socialità.
Negli anni Venti e Trenta l’organizzazione fascista del tempo libero favorì lo sviluppo di massa della pratica sportiva e incentivò il turismo interno, promuovendo raduni e competizioni di diversa scala, spesso sull’Altopiano di Asiago. Alcune delle fotografie documentano proprio questi raduni, con la partecipazione di associazioni locali e nazionali e la presenza di esponenti del Partito Nazionale Fascista.
Parallelamente all’attività sportiva ed escursionistica, sin dai primi anni del Novecento la sezione, complice la vocazione imprenditoriale di molti soci, si era interessata anche allo sviluppo turistico e alla frequentazione invernale della montagna, con la costruzione di linee di collegamento, rifugi e alberghi, punti di appoggio necessari e basi logistiche per alpinisti e sciatori.
Caratteristica peculiare del territorio è poi la prossimità al Monte Pasubio, teatro di alcuni tra i conflitti più drammatici della Prima Guerra Mondiale. In questo contesto il CAI fu, sin dall’immediato dopoguerra, impegnato nel mantenerne viva la memoria e i simboli. L’immagine del pellegrinaggio sugli sci al cimitero di Sette Croci ci riporta a un rapporto con la montagna fondato su tradizione, memoria e valori condivisi.





























